Le leggi sui reati causate alle risorse naturali
- nahani7
- 12 ott 2025
- Tempo di lettura: 1 min

Wild Nahani
La principale legge italiana che disciplina i reati contro le risorse naturali è la Legge n. 68 del 2015. Questa legge ha introdotto nel Codice Penale il Titolo VI-bis dedicato ai "Delitti contro l'ambiente".
Prima di questa legge, la tutela era principalmente garantita dal Testo Unico Ambientale (D.Lgs. 152/2006), che disciplinava principalmente i reati. La Legge 68/2015 ha inasprito le pene e introdotto nuovi reati, rendendo più efficace la tutela ambientale.
Principali reati introdotti (articoli del Codice Penale):
Inquinamento ambientale (art. 452-bis c.p.): punisce chiunque comprometta o deteriori in modo significativo le acque, l'aria, il suolo, il sottosuolo, gli ecosistemi, la biodiversità, la flora o la fauna.
Disastro ambientale (art. 452-quater c.p.): Si verifica quando la condotta abusiva determina un'alterazione irreversibile dell'equilibrio di un ecosistema, un'alterazione la cui eliminazione sia particolarmente onerosa, ovvero un reato contro l'incolumità pubblica.
Traffico e abbandono di materiale ad alta radioattività (art. 452-sexies c.p.).
Ostacolo al controllo ambientale (art. 452-septies c.p.).
Omessa bonifica (art. 452-ter c.p.).
Attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti (art. 452-octies c.p.).
La legge prevede specifiche circostanze aggravanti se i reati sono commessi in aree protette o danneggiano specie protette, e circostanze attenuanti per chi si adopera per evitare ulteriori conseguenze o per il ripristino dei luoghi (c.d. "pentimento").
Inoltre, un'importante innovazione costituzionale è stata l'integrazione dell'articolo 9 della Costituzione, che ora afferma esplicitamente che la Repubblica "tutela l'ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell'interesse delle generazioni future".
PS. A parere di scrive, le leggi esistenti non solo sono insufficienti, ma vengono raramente applicate!



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