La pratica del selvatico
- nahani7
- 25 ott 2025
- Tempo di lettura: 1 min

Cos’è la natura selvaggia? Un luogo remoto da preservare, una risorsa da proteggere, un’idea romantica? O piuttosto una dimensione dell’essere, una qualità radicale e interiore capace di riconnetterci alla nostra essenza più autentica? In questa raccolta di saggi, densi di poesia ma anche di precisione analitica, Gary Snyder – poeta, ambientalista e figura chiave della Beat Generation – ci accompagna in un viaggio che intreccia esperienze in montagna, studi di ecologia profonda, insegnamenti del buddismo Zen e riflessioni sul linguaggio, sulla civiltà, sulla libertà.La wilderness – il concetto cardine di queste pagine – è molto più di uno spazio geografico: è una modalità di esistenza, un ordine spontaneo che precede e sfida quello imposto dalla società industriale. La pratica del selvatico, suggerita qui con forza pacata e visionaria, è una via per ristabilire il contatto con la realtà materiale e spirituale del mondo; è al tempo stesso atto individuale e gesto politico, resistenza culturale e forma di cura collettiva.Dalle foreste del Pacifico nord-occidentale alle tradizioni sciamaniche e taoiste, dal ricordo delle culture indigene americane alla critica del linguaggio che addomestica il pensiero, Snyder propone un’alternativa radicale ma concreta: riscoprire il nostro posto nel cosmo come parte integrante del Tutto, e non come i suoi dominatori. Un invito urgente e gentile a tornare a casa, dove “casa” è la Terra, e dove noi saremo, finalmente, suoi ospiti consapevoli.



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