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Il grave impatto ambientale dell'alpinismo di massa sull'Himalaya

  • nahani7
  • 16 ott 2025
  • Tempo di lettura: 2 min

Wild Nahani


L'espressione "alpinisti di massa sull'Himalaya" si riferisce al fenomeno del turismo di massa che ha trasformato l'alpinismo d'élite sull'Everest e su altre vette in un'attività accessibile a un numero sempre maggiore di persone, spesso con conseguenze problematiche.

Caratteristiche del fenomeno

Accessibilità e commercializzazione: le ascensioni, un tempo riservate ad alpinisti esperti e autosufficienti, sono ora gestite da agenzie che offrono pacchetti "tutto compreso". Con costi che vanno dai 40.000 ai 90.000 dollari, queste spedizioni forniscono guide esperte (sherpa), attrezzatura, ossigeno supplementare e persino il trasporto in elicottero tra i campi base per il riposo.

Aumento dei permessi: la commercializzazione ha portato a un drastico aumento del numero di permessi rilasciati da governi, come il Nepal, che nel 2024 ha generato milioni di franchi solo dalla vendita di permessi.

Sovraffollamento: durante l'alta stagione (primavera), si formano regolarmente code di centinaia di persone lungo le vie di arrampicata, soprattutto in prossimità della "zona della morte" (oltre gli 8.000 metri).

Problemi e conseguenze

Rischi per la sicurezza: il sovraffollamento crea "ingorghi" che possono rivelarsi fatali, costringendo gli scalatori a soffermarsi in condizioni estreme, aumentando il rischio di congelamento, mal di montagna e affaticamento.

Impatto ambientale e rifiuti: il turismo di massa ha trasformato l'Everest in una delle montagne più inquinate al mondo. Si stima che in 70 anni si siano accumulate circa 140-200 tonnellate di rifiuti, tra cui bombole di ossigeno, attrezzature, imballaggi ed escrementi umani.

Erosione del suolo e inquinamento delle acque: l'enorme afflusso di persone al campo base e lungo i sentieri contribuisce all'erosione del suolo e all'inquinamento delle fonti d'acqua locali.

Perdita dell'etica alpinistica: molti criticano il fenomeno, sostenendo che distorce lo spirito originario dell'alpinismo, incentrato sulla sfida personale, l'autosufficienza e il rispetto per la montagna, trasformandolo in una mera "esperienza turistica".

Tentativi di soluzioni

In risposta a questi problemi, la Corte Suprema del Nepal ha ordinato un giro di vite sul numero di permessi di arrampicata per cercare di limitare il sovraffollamento. Tuttavia, la sfida rimane complessa: bilanciare il reddito economico per le comunità locali con la necessità di preservare l'ambiente e la sicurezza della montagna.

 
 
 

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